Il supporto tecnico consiglia: Progettazione Sistemi Evacuazione Audio

Realizzare un impianto di un allarme vocale, è un’operazione articolata, che presuppone diverse fasi di progettazione, alle quali partecipano diversi soggetti, che interagiscono in modo interdipendente tra loro in base alle loro competenze tecniche e normative.sup11a

La prima fase deve necessariamente cominciare dalla stesura della VALUTAZIONE DEL RISCHIO, che si pone lo scopo di valutare le conseguenze di una situazione di emergenza per la sicurezza delle persone, dei beni e delle attività quotidiane.

La seconda fase riguarda la CONSULTAZIONE, dove l’acquirente del VAS (SISTEMI DI EVAQUAZIONE AUDIO), deve necessariamente coinvolgere altri responsabili, come l’autorità competente (VVF), i servizi di emergenza; la compagnia di assicurazioni, il progettista (se differente, anche quello che si occupa del sistema di rivelazione incendio), l’installatore ed eventuali terze parti chiamate ad approvare il progetto e/o l’installazione.

La terza fase è la preparazione della DOCUMENTAZIONE di progetto che deve essere preparata per soddisfare i requisiti generali e gli obiettivi del sistema di allarme vocale, compresi la categoria, il piano di gestione delle emergenze e il livello di affidabilità richiesto.

Dopo le prime tre fasi che potremmo definirle preliminari e propedeutiche alle successive, sarà possibile entrare nella fase di PIANIFICAZIONE E PROGETTAZIONE, dove Il progettista ha il compito di elencare tutte le ipotesi formulate e fornire una giustificazione scritta per le soluzioni proposte, assicurandosi che tutti i componenti del VAS siano compatibili tra loro.

Il disegno del VAS deve essere tale che eventuali guasti alle linee di trasmissione (cavi, connettori) siano ridotti al minimo.

Al verificarsi di una emergenza-incendio il VAS deve essere messo in condizione di diffondere l’allarme vocale manualmente o automaticamente dopo il ritardo pre-programmato, stabilito nel piano di evacuazione.

Le priorità delle sorgenti audio integrate o collegate al sistema di allarme vocale devono rispettare il seguente schema:

a) microfonici di emergenza: che devono essere situati in una zona tranquilla e a basso riverbero, in modo che l’intelligibilità dei messaggi di emergenza non sia compromessa.

b) attivazione manuale dei messaggi di emergenza preregistrati;

c) attivazione automatica dei messaggi di emergenza preregistrati;

È importante che i messaggi di emergenza siano chiari, comprensibili e per quanto possibile brevi, con livelli sonori normalizzati e contenenti solo informazioni rilevanti per un’evacuazione sicura.

Nel caso possono essere ripetuti in più lingue, come specificato nel piano di gestione delle emergenze.

d) altre trasmissioni, non di emergenza (es. annunci microfonici di routine)

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Lo scopo principale di un SISTEMA AUDIO DI EVACUAZIONE (VAS) è quello di FORNIRE MESSAGGI INTELLIGIBILI (di immediata comprensione), per gestire la sicurezza.

Due sono i metodi consentiti e stabiliti dalla norma per progettare un sistema di allarme vocale in grado di soddisfare il suddetto requisito:

1) Il metodo di progettazione “prescrittivo”, adatto per a.d.a. (materiali utilizzati per soffitto, pavimento pareti) acusticamente semplice:

a) il tempo medio di riverberazione nelle bande d’ottava a 500 Hz, 1 kHz e 2 kHz deve essere al massimo pari a 1,3 secondi;

b) il livello di rumore ambiente di riferimento deve essere inferiore a 65 dBA;

c) il livello di pressione sonora del segnale di pre-avviso e dei messaggi di emergenza deve essere superiore a 75 dB LAeqT dove T è la durata di un messaggio di emergenza pre-registrato o microfonico (dal-vivo);

d) la distanza tra i centri di emissione di diffusori adiacenti non deve essere superiore a:

6 m per diffusori unidirezionali; 12 m per altoparlanti bidirezionali (sull’asse);

e) la distanza in aria libera tra un diffusore e ogni occupante dell’ADA non dovrebbe essere maggiore di:6m per i diffusori unidirezionali (entro l’angolo di copertura 2 kHz dell’altoparlante); 7,5m per altoparlanti bidirezionali (entro l’angolo di copertura 2 kHz dell’altoparlante); Quando si calcola la distanza dagli altoparlanti, l’altezza di ascolto per il pubblico seduto dovrebbe essere considerata ad 1,2 m dal pavimento e l’altezza di ascolto in piedi dovrebbe essere presa ad 1,6 m

2) Il metodo di progettazione “misurativo”, deve essere utilizzato dove non è possibile utilizzare del metodo prescrittivo. Il progetto acustico misurativo deve essere realizzato da personale qualificato.

Qualora l’ambiente dovesse presentare una struttura acusticamente difficile, è possibile prevedere una simulazione affidabile al computer attraverso la creazione di un modello tridimensionale, utilizzando un software specifico, così da prevedere con precisione il comportamento acustico. Inoltre si deve ricordare che in ambienti particolarmente rumorosi, dove il rumore ambientale supera 95 dBA, dove risulterebbe difficile o complicato rispettare il requisito di intelligibilità del messaggio, attraverso l’acustica, devono essere utilizzati dispositivi visivi e/o sensoriali, necessari oltretutto per avvisare persone audiolese.

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Le “LE LINEE DI COLLEGAMENTO DEI DIFFUSORI ACUSTICI”, che devono essere previste e posate in modo tale che un guasto ad una linea non pregiudichi il funzionamento di altre linee, necessitano particolari accorgimenti, quali:

Utilizzo di cavi resistenti al fuoco; Uso di canalizzazioni resistenti al fuoco; Impiego di protezioni meccaniche; Instradamento attraverso aree a basso rischio; Prevedere danni causati da lavori di manutenzione su altri sistemi; Evitare interferenze elettromagnetiche a livelli che possono impedire il corretto funzionamento; Qualora i cavi siano installati all’esterno, può essere necessario fornire protezione aggiuntiva contro: fulmini; Differenze di potenziale di terra; Intemperie; Limitare il numero di altoparlanti non funzionanti a causa di un singolo guasto.

Come anticipato in precedenza è indispensabile determinare le ”ZONE DI ALLARME VOCALE”,  infatti se  il piano di gestione delle emergenze lo ritenesse necessario,  diversi messaggi di emergenza dovranno essere diffusi selettivamente o contemporaneamente in diverse parti dell’edificio, pertanto  il VAS dovrà essere configurato per gestire diverse zone di allarme vocale.

Si ricorda che esistono diverse strategie di evacuazione, in virtù del fatto che un sistema di allarme vocale (VAS) può essere utilizzato in un’ampia varietà di applicazioni, da piccoli negozi a siti produttivi, da palazzi uffici a grandi stadi, aeroporti e centri commerciali.

Le categorie previste dalla norma UNI ISO 7240-19 sono basate sulla strategia di evacuazione, sul rischio e sul livello di competenze del personale. Le categorie sono suddivise in 4 categorie (da 1 a 4) in base al rischio e alla disponibilità di operatori formati, va anche detto però che un sistema di categoria 4 non è necessariamente più efficace di un sistema di categoria 1, ad esempio un sistema di categoria 4, se venisse adottato impropriamente, può divenire effettivamente pericoloso e divenire fonte di panico ingiustificato se i controlli manuali sono utilizzati impropriamente da operatori non addestrati.

Per concludere, possiamo asserire che in questo articolo, si è voluto intraprendere un breve “Vadevecum”, su come poter realizzare un “Sistema di evacuazione vocale”, entrando nello specifico, non solo dell’ambito prettamente pratico di realizzazione, ma focalizzandoci anche sull’aspetto progettuale e normativo, che molto spesso rappresentano le fasi più difficili da gestire.

A cura di Graziano Albenzi

 

 

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