EN50131 e CEI79-3: come valutiamo il livello di sicurezza?

Il soprallugo di un installatore non serve solo a capire dove installare i componenti, ma anche nella corretta progettazione di un impianto di sicurezza  che segue gli standard europei tale operazione ci permette di identificare, analizzare e la stimare i rischi.

Al fine di tale valutazione il nostro cliente può accettare il livello di rischio corrente o può mirare a una riduzione del rischio stesso, ma è in tal caso necessario che vengano definite le sue aspettative, mettendo in chiaro che i limiti in cui si va in contro abbassano il livello da noi valutato.

Data questa indicazione teniamo a specificare che la Norma CEI 79-3 definisce un metodo di valutazione convenzionale del livello di sicurezza. Sulla base di questo metodo un impianto è adeguato al contesto da proteggere quando il livello di prestazione risulta numericamente pari o superiore al livello di rischio.

Una distinzione iportante riguarda la differenza tra la CEI 79-3 3 e la EN 50131-1.index

La CEI 79-3 è valida solo a livello nazionale prendendo in considerazione l’intero impianto in tutte le fasi di vita: dalla progettazione al collaudo, passando attraverso la verifica e la manutenzione periodica, mentre la EN 50131-1 è una norma di prodotto.

Quindi, la CEI EN 5031-1 definisce il “Sistema di Allarme Intrusione” come un “Sistema di allarme per rilevare e indicare la presenza, l’ingresso o il tentativo di ingresso da parte di un intruso in un ambiente sorvegliato”. La CEI 79-3 identifica, invece, l’ “Impianto di Allarme Intrusione e rapina” come “inserito in un contesto operativo definito”

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Come va valutato il rischio?

La più recente edizione della CEI 79-3 ha previsto di valutare il livello di prestazione anche attraverso una tabella, modalità più rigida rispetto all’approccio tradizionale, ma che risulta più semplice.

La gestione del rischio si divide in quattro fasi:

1) individuazione dell’area da proteggere

2) analisi del rischio e del calcolo del livello di rischio

3) progettazione dell’impianto

4) verifica del livello di prestazione

La valutazione relativa all’area fa riferimento a cinque tipologie di obiettivi: unità abitativa non isolata, unità abitativa isolata, cassaforte, caveau e insediamento industriale.

A queste categorie possono essere ricondotte tutte le aree per le quali è necessario realizzare un impianto di allarme.

Uno sportello bancario, ad esempio, può essere assimilato a un’unità abitativa non isolata – se si trova in un contesto urbano – o a un’unità abitativa isolata quando è in un’area non frequentata nelle ore notturne o in alcuni periodi dell’anno.

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L’analisi del rischio e del relativo livello, la CEI 79-3 prende spunto dagli strumenti utilizzabili dai malviventi per compiere un crimine.

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Il calcolo e la verifica del livello di prestazione può essere delegata interamente all’esperienza del singolo progettista.

Da qui, l’elaborazione di un approccio più rigoroso, finalizzato a garantire il rispetto della regola dell’arte. Anche in questo caso la norma definisce una schematizzazione che aiuta a compiere valutazioni obiettive attraverso una metodologia tabellare.

Nello specifico, gli impianti di allarme intrusione sono distinti in tre sottoinsiemi:

– rivelatori

– apparati essenziali e opzionali

– dispositivi di allarme

 

Per arrivare a una definizione corretta e obiettiva è necessario considerare il grado di sicurezza dei singoli apparati che compongono l’impianto.

Oltre al valore dei componenti, però, la norma assegna un’importanza significativa anche all’attività dell’ installatore, valutando la corretta esecuzione del lavoro svolto.

La Fai sicurezza è a vostra disposizione per seguirvi della preventivazione del vostro impianto e aiutarvi durante la realizzazione attraverso il servizio tecnico.

Venite a trovarci presso le nostre filiali.

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